Soprattutto a partire dagli ultimi anni, lo sviluppo e la sperimentazione in campo grafico hanno creato l’esigenza di allargare tale lista, rivelatasi insufficiente nel descrivere le nuove tecniche e i materiali via via impiegati nel campo della grafica originale. A partire dal 1996, il Circolo dell’ex libris di Belgrado, ha riproposto sulla propria rivista (che consiglio tra l’altro a tutti gli appassionati) l’argomento dell’evoluzione e codifica delle tecniche da utilizzare nella classificazione dell’ex libris con una serie di interventi di Benoît Junod, Lars Stolt e altri, ponendo le basi per il lavoro portato a compimento la scorsa estate: la nuova lista adottata dalla FISAE ha cercato di mantenere valido l’impianto originale del 1958, senza stravolgerne le basi ma piuttosto aggiungendo la dove necessario le distinzioni e le integrazioni che rendono il nuovo strumento il piu possibile esaustivo. L’ex libris italiano (gennaio-aprile 2003) riporta le conclusioni del lavoro che e stato creato con la speranza di poter documentare per un numero ragionevole di anni l’attivita degli artisti e delle tecniche da questi usate in campo incisiorio. Nel redigere il nuovo elenco, gli estensori si sono (ingenuamente?) augurati una moratoria di almeno quattro anni, al fine di non stravolgere nel breve periodo quanto stabilito e di non dover faticosamente “arrancare” dietro alle sempre presenti nuove metodologie che gli artisti presenteranno sulla scena.
Compito dell’intellettuale, come diceva Drieu La Rochelle, e quello di spingersi dove non va nessuno; parafrasando liberamente, compito dell’artista (o almeno di qualche artista) potrebbe essere quello di innovare a tal punto da porsi oltre le regole codificate. Viola Tycz, trentenne printmaker polacca, appartiene a questo gruppo di fecondi sperimentatori delle possibilita oggi offerte dalla grafica. Diplomatasi all’Accademia delle Belle Arti di Wroclaw, sua citta natale, Viola si e affacciata da qualche anno al mondo dell’ex libris, partecipando sin dal 1997 a competizioni exlibristiche internazionali (tra le quali anche il concorso varesino della primavera 2002 “Della bibliofilia o dell’amor di libro”) con prove sciolte derivate da grafiche libere e delle quali non esiste la tiratura. La “consacrazione” ufficiale in campo collezionistico per Viola Tycz e arrivata lo scorso autunno da parte del sofisticato collezionista e gallerista americano Marvin Bolotsky, il quale vide i lavori dell’artista esposti in Danimarca e decise di avere un’edizione a suo nome. Da quel momento, sono seguiti i lavori per me, per i coniugi van Waterschoot, per Enzo Pellai e per Vouter Van Gysel. Mentre scrivo, altri collezionisti europei sono in attesa delle loro edizioni da parte di Viola.
Viola Tycz e un’artista che viene da lontano, sensibile e curiosa interprete del tempo che le e dato vivere; attraverso l’uso delle nuove tecnologie, cerca (e trova secondo me) un ponte, un passaggio con la classicita e la tradizione, interpretando temi eterni risolti con modalita espressive modernissime. Il motto che appare nel suo sito web (www.cybertycz.4net.pl) recita non a caso “We Use New Technologies Returning to Spiritual Roots”. E piu oltre, quasi a voler sintetizzare il suo credo artistico, “Art and Technology in a Loving Embrace”.
Artista modernissima, Viola e sempre padrona degli spazi, dei pieni e dei vuoti che crea sulla lastra. La sua maestria tecnica (peraltro molto sacrificata nelle riproduzioni monocromatiche di queste pagine) va di pari passo con la sua profonda ispirazione e originalita creativa. Nell’ex libris per Bolotsky (“The Ghosts”) due busti inquetanti sovrastano un microcircuito stampato. Nella parte inferiore del foglio, cromaticamente e nettamente separata da una linea retta, il nulla. L’ex libris per il sottoscritto (“Death Kiss IV”), che in versione modificata e stato presentato dall’artista sia alla triennale della piccola grafica di Lahti nel 2001 sia al concorso varesino “Della bibliofilia o dell’amor di libro” del 2002, raffigura due visi d’uomo speculari che si fronteggiano. La mia superficiale interpretazione vedeva un elemento omosessuale in questa grafica; chiesi pertanto a Viola di confermare o meno questa sensazione e ricevetti la spiegazione che trascrivo di seguito: “... nel realizzare questa grafica non ho pensato al tema dell’omosessualita quanto piuttosto al saluto di addio che anima e corpo si danno nel momento della morte. Una sorta di ultimo bacio tra due “amanti” destinati a non incontrarsi mai piu.” Il terzo ex libris della serie, “Aphrodite” per i coniugi van Waterschoot, esplora invece il rapporto di coppia, risolto graficamente in quattro immagini espressive e nostalgiche. L’ex libris per Enzo Pellai, “Crucifixion – Freedom” presenta un’immagine del Cristo in croce drammatica e lieve al tempo stesso: un uomo il quale, attraverso la sua sofferenza, e capace di librarsi nel cielo verso la propria liberazione. Il quinto e ultimo ex libris in rassegna, il recente foglio che Viola ha realizzato per Wouter Van Gysel, si intitola “The Bridge between Us” e rivisita il tema della coppia, tanto caro all’artista. In questo foglio Tycz ripropone la suddivisione i quadranti gia utilizzata in “Aphrodite con esiti che trovo meno felici: si scorgono corpi che si cercano dolcemente e sagome di ponti.
Lascio ad altri piu bravi di me l’analisi tecnica dei lavori di Viola, la quale, richiesta di svelare la sua tecnica mi rispose qualche mese addietro che “… non posso dirti esattamente come ottengo le mie grafiche, posso soltanto dire che lavoro la lastra in calcografia e la modifico poi con polimeri solubili e facendo ricorso a tecniche digitali”. Lo scorso anno, la fondazione spagnola Joan Miro ha concesso all’artista una borsa di studio per la sua originalissima tecnica mentre Viola ha di recente ottenuto un importante riconoscimento al Cairo in occasione della IV Triennale di grafica contemporanea.
E difficile che le opere di Viola Tycz lascino l’osservaore indifferente: e assai piu probabile esse che dividano il campo tra fautori e detrattori del nuovo: personalmente, pur continuando a cercare avidamente ex libris del primo novecento e dei secoli passati, non ho nessun dubbio nello schierarmi dalla parte di chi vede in questi fogli il raro germoglio del bello, figlio del proprio tempo.
Luigi Bergomi
"I don't have a personal biography: I have been collecting ex libris since 1988 and have over 100 editions in my name made by the best contemporary artists in the world. I collect both old and modern ex libris (as well as contemporary free graphics) and was the editor of L'ex libris italiano for the 1995-1996 years. My favorite areas of interest are Czech artists from 1900 to 1945 while as far as topics are concerned, I like the mountains."
Summary of Luigi Bergomi´s article in L´EX LIBRIS ITALIANO 2/2003
¨Viola Tycz and Technology in a loving embrance¨. The innovative artist is the one who refuses status quo and creates her own ground-breaking rules, Viola Tycz; a young Polish printmaker, is one of them. A product of the Academy of Fine Arts of Wroclaw, Viola has taken part in several bookplate contests over the last few years and begun her activity for collectors last year. So far she has made five editions, always loyal to her credo : ¨We Use New Technologies Returning to Spiritual Roots¨. Her whimsical compositions illustrate eternal topics such as the Couple, the Death and the Crucifixion with a very personal and yet classic style and technique, a mix of intaglio, digital photography and soluble water polymer techniques. Viola´s works cannot leave the viewer indifferent : I strongly belong to the group who appreciates, sees and regards them as authentic gems, true expression of their time.
translated by Gian Carlo Nicoli www.artifexlibris.com